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Lotto soggetto a “diritto di seguito”

Oltre al Prezzo di Aggiudicazione, alle Commissioni di acquisto e alle altre spese, l’Acquirente si impegna a pagare il “diritto di seguito” ex artt. 144 e ss. della Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni che spetterebbe al Venditore pagare in base all’art. 152, comma 1, Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. Il “diritto di seguito” sarà corrisposto dall’Acquirente in accordo con l’art. 7 e sarà versato alla (S.I.A.E.) da Finarte. I lotti sono soggetti a “diritto di seguito” nella percentuale sotto indicata per un importo totale comunque non superiore a euro 12.500.

Il “diritto di seguito” è dovuto solo se il prezzo della vendita non è inferiore a euro 3.000.

Esso è così determinato:

  • • 4% per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 0 ed euro 50.000,00;
  • • 3% per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 50.000,01 ed euro 200.000,00;
  • • 1% per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 200.000,01 ed euro 350.000,00;
  • • 0,5% per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 350.000,01 ed euro 500.000,00;
  • • 0,25% per la parte

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Gli NFT entrano anche in Spotify

Ne ha parlato anche Spotify citandoli all’interno del suo Wrapped, e in tanti giustamente si sono posti la domanda: che cosa sono gli NFT?

In questi giorni molti italiani hanno potuto ripercorrere le loro preferenze musicali dell’anno 2021, tra gli artisti più ascoltati e le canzoni sentite in loop. In un passaggio della presentazione, Spotify Wrapped riportava la frase “Mentre tutti cercavano di capire cosa fossero gli NFT, tu ascoltavi questo brano in loop…” seguito dal brano riprodotto più spesso dall’account durante l’anno.

In effetti, non tutti sono consapevoli di cosa siano gli NFT e quale utilizzo se ne possa fare in rete, nel presente e nel futuro. Intanto, le previsioni di mercato indicano che potrebbero davvero ritagliarsi uno spazio importante nei prossimi anni. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta.

Cos’è Spotify Wrapped e come vedere l’aura musicale. L’ironia di Linus e Nicola Savino a Radio DEEJAY

La funzione di Spotify per vedere i dati sui propri ascolti è disponibile per tutti gli utenti. I tipi di aura musicale, le canzoni più ascoltate, gli artisti più famosi e il commento di Linus e Nicola Savino

Cosa sono gli NFT

Per capire cosa sono gli NFT bisogna comprendere le parole su cui si fonda l’acronimo: in inglese, “Non-Fungible Token“, ovvero gettone non fungibile, quindi non replicabile, insostituibile. E già questo li rende qualcosa di particolare in rete: significa che di uno specifico NFT ne esiste uno e uno solo, come se fosse una marca digitale con un certificato di autenticità e unicità.

Il denaro contante è fungibile, perchè per esempio ogni banconota da dieci euro è sostituibile con un’altra banconota originale di pari valore. Anche i bitcoin, la criptovaluta più famosa, sono fungibili. Gli NFT, al contrario, utilizzano un certificato basato sulla tecnologia blockchain per garantire la loro autenticità e unicità.

In concreto gli NFT possono essere diversi prodotti: una canzone, un video, un’immagine, una gif. L’unica discriminante è l’autenticità, come avviene per i pezzi unici nel mondo reale. La differenza con il resto degli strumenti digitali è proprio l’impossibilità di replicarli.

Blockchain, significato e a cosa serve

L’altro elemento da inquadrare per comprendere la natura degli NFT è la sopracitata tecnologia blockchain. Si tratta di una sorta di registro digitale immutabile, si potrebbe dire “scolpito nella roccia”, in cui vengono tracciati e registrati tutti i movimenti di dati tra gli utenti. In questo modo, i trasferimenti sono costantemente dimostrabili e la proprietà risulta trasparente. Proprio la possibilità di tracciare i movimenti di denaro rende gli NFT molto più sicuri delle criptovalute, almeno per banche e amministrazioni.

Di fatto la blockchain costituisce la garanzia dell’autenticità di un determinato contenuto online. Senza di questa, ogni cosa sarebbe copiabile all’infinito ed essere sicuri di trovarsi di fronte all’originale sarebbe impossibile. Questa tecnologia consente invece di trascrivere, trasferire e rendere pubbliche le informazioni sull’unicità del contenuto. Da qui, dunque, il valore e la differenza tra NFT e criptovalute.

Cos’è la NFT Art

La NFT Art, altro concetto che sta prendendo piede nell’ultimo periodo, non è altro che la forma d’arte che si sta sviluppando sulle opere digitali. Anche qui, senza la garanzia dell’autenticità e dell’originalità del contenuto virtuale, sarebbe impensabile definirla “arte sul web” con tanto di mercato dedicato. In realtà, sono diverse le opere online battute all’asta e vendute tramite i siti specializzati.

Se pensate che non possa esistere un mercato dell’arte digitale, i fatti dicono il contrario. Finora la NFT Art ha fatto la fortuna di diverse opere, tra cui la più costosa è stata pagata circa 69 milioni di dollari. Si tratta di Everydays: the first 5.000 days, un collage digitale realizzato da un cryptoartista americano con 5000 immagini. La cifra astronomica dimostra che la NFT Art è già un business.

Tra gli NFT pagati cifre altissime figura anche il primo tweet della storia dell’umanità. Degli studi hanno certificato l’originalità del contenuto comprato per 2,9 milioni di dollari, si tratta del primo cinguettio postato sul celebre social da Jack Dorsey, ideatore di Twitter: il messaggio recita “Sto semplicemente configurando il mio Twitter”.

Il business legato ai Non Fungible Token ha anche cambiato il modo di intendere il lavoro dei designer legati alle celebrità. Molti artisti hanno modificato la loro arte per renderla perfetta per il digitale. È il caso per esempio di Gianpiero D’Alessandro, che cura la NFT Art di Justin Bieber, creando contenuti ufficiali per il cantante statunitense.


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La tecnica “retouchè”

La tecnica retouché rappresenta un salto in avanti rispetto alle produzioni in serie.

Sfrutta una stampa come base, normalmente litografie, serigrafie o produzioni offset, ma grazie a ritocchi e finiture effettuate a mano, restituisce un aspetto fisico ed esteriore simile ad un quadro originale dipinto completamente.

La stampa è unicamente bidimensionale, piatta, non presenta al tatto i tipici rilievi delle pennellate. E conseguentemente non offre quei riflessi di luce tipici di un vero quadro.
Senza contare poi le eventuali finiture superficiali atte a donare lucidità o effetti metallici grazie all’impiego di particolari materiali.

A questo punto un artista, normalmente l’autore dell’opera originale poi riprodotta a stampa, vi mette mano ritoccando alcuni particolari, donando profondità, riflessi e rendendo al meglio brillantezza e luminosità del quadro originale.
Toccandolo con i polpastrelli si notano le rugosità, le irregolarità e differenze.
E cambiando punto di osservazione può variare leggermente la resa dei colori.

Insomma, questa tecnica permette di trasformare una normale stampa riprodotta in numero potenzialmente infinito di copie, in una copia unica, simile a un dipinto originale certificato dall’artista, acquisendo anche un valore molto maggiore.

L’utilizzo della stampa serigrafica


Mentre una volta, in oriente, questo processo serviva soprattutto per l’esercizio della calligrafia, oggi la serigrafia viene utilizzata per affissioni, cartelloni pubblicitari, disegni di vario genere e dimensione, dipinti e riproduzione di opere d’arte.

La serigrafia o stampa serigrafica è una tecnica di stampa di tipo permeografico che oggi utilizza come matrice un tessuto di poliestere, un tessuto di acciaio o un tessuto in nylon teso su un riquadro in alluminio, metallo verniciato o legno definito “quadro serigrafico” o “telaio serigrafico”

La prospettiva cromatica

Come si può intuire dal suo nome, la prospettiva cromatica riguarda i colori. Anche questi subiscono delle variazioni prospettiche. Infatti a causa dell’atmosfera gli oggetti lontani vengono “coperti” e assumono una colorazione vicina a quella dell’aria. Quindi man mano che un oggetto si allontana i suoi toni sbiadiscono.

Vediamo questo concetto in un disegno realizzato a matita.

Possiamo notare come le montagne più vicine appaiono scure, mentre quelle lontane vanno man mano schiarendosi. Anche i contrasti chiaroscurali diminuiscono con la distanza.

Poiché le montagne si trovano ad un’altezza elevata notiamo un altra cosa: le cime delle montagne lontane appaiono più scure rispetto alla base. Perché? Il motivo è che l’ossigeno è più concentrato verso il basso e ad alta quota si va riducendo, quindi la base delle montagne appare più offuscata.

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Correnti artistiche e movimenti artistici

Action Painting Art Brut Art Deco Art Naif Arte Cinetica Arte Concettuale ArtePovera

Arte Relazionale Astrattismo Astrazione lirica

Bad Painting Barbizon Scuola Barocco Bauhaus Body Art

CoBrA Costruttivismo Cubismo

Dadaismo Decadentismo Digital Art Divisionismo e Puntinismo

Espressionismo Espressionismo Astratto

Fontainebleau scuola Fauvismo Fiamminga (1400) Fiamminga (1500) Fiamminga (1600) Futurismo

Gotico

Hudson River School

Impressionismo Informale Installazioni artistiche Iperrealismo

Lettrisme Liberty o Stile Floreale Luminescenza

Macchiaioli Manierismo Metafisica Minimalismo

Naturalismo Neoclassicismo Neoespressionismo Neoimpressionismo Neoplasticismo – De Stijl Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) Nuovo realismo

Optical Art Orientalismo

Performance Art Pittura analitica Pop Art Post-Impressionismo Preraffaellismo

Realismo Pittorico Rinascimento Rococò Romanticismo

Secessionismo Simbolismo Sinestetismo Situazionismo

Spazialismo Spazialismo Transgeometrico Street Art Suprematismo Surrealismo

Transavanguardia Transrealismo

Vedutismo Veneziano Verticalismo

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Astratto non vuol dire non pensato

I quadri descrittivi, i paesaggi, i campi fioriti sono compresi, apprezzati e acquistati. Ma quando si tratta di comprare un soggetto astratto a volte si entra in crisi. Sempre con la premessa che l’arte astratta non vale meno di quella figurativa – la storia dell’arte ce lo insegna – cerchiamo di capire come inserire un quadro che vi ha “preso il cuore” e collocarlo come elemento d’arredo in casa vostra.

1. Astratto non vuol dire non pensato
Un quadro astratto può trasferire emozioni e “catturare” esattamente come uno figurativo, un paesaggio o un ritratto, ma non tutti si sentono pronti per esporlo in casa propria.
Sforziamoci di comprendere meglio le espressioni pittoriche di tanti artisti famosi o meno che possono dare quel tocco in più a un ambiente altrimenti anonimo.

Elencheremo esattamente 5 grandi e chiare differenze tra colori acrilici e colori ad olio.

Cercheremo di rimanere neutrali e di non prendere posizione, ma lasciamo la decisione di quali colori sono giusti per il tuo dipinto o per te come un principiante assoluto. Prima di iniziare a leggere questi 5 fatti, chiediti cosa e come dipingi, dove crei e quanto tempo vuoi dedicare alla pittura (o meglio – quanto tempo puoi dedicare alla pittura).

Quanto velocemente si asciugano i colori a olio e acrilici?

I colori acrilici sono un materiale perfetto per i principianti perché puoi usarli su qualsiasi superficie. Quindi, senza pensarci troppo, prendi ciò che è a portata di mano (carta, cartone, legno, tela) e dipingi ovunque e in qualsiasi momento. Sono noti per l’asciugatura molto rapida (5-30 min), che ancora una volta può essere una buona caratteristica dal punto di vista dei principianti impazienti, ma anche un’aggravante per gli insicuri che prepareranno con cura ogni sfumatura e regoleranno timidamente la mossa – tu non si è nemmeno avviata e il colore sui bancali è già asciutta e inutilizzabile. La soluzione potrebbe essere quella di spremere una maggiore quantità di colore sulla tavolozza, aggiungere un ritardante di essiccazione al colore o trovare una tavolozza che conservi l’umidità del colore.

I colori ad olio rimangono freschi molto più a lungo, il che ti dà l’opportunità di fare il dipinto oggi e continuare senza problemi domani o in un paio di giorni con gli stessi colori della tavolozza. Ti permetterà anche di rimuovere o rifinire le parti nell’immagine, perché i colori sulla tela saranno freschi nei prossimi giorni. Come legante nei colori ad olio, c’è un olio che tende letteralmente a “corrodere” la cellulosa, quindi non puoi dipingere su niente, ovunque e in qualsiasi momento, ma devi prestare attenzione alla preparazione della base (se non è tua parte preferita, basta acquistare tele già pronte).

Come cambiano i colori con l’essiccazione e nel tempo?

Colori acrilici – Sapevi che i test di laboratorio hanno dimostrato che un’immagine realizzata con colori acrilici non sbiadisce o ingiallisce nel tempo? Sembrerà lo stesso ora e tra qualche secolo. Ma il loro svantaggio è che l’essiccazione cambierà il colore. Le modifiche possono essere minime nei colori professionali o un po’ più pronunciate nei colori per studenti che contengono una quantità maggiore di legante: accade che il legante acrilico fresco sia bianco latte e diventi trasparente una volta essiccato, quindi il colore fresco apparirà più chiaro e si scurirà una volta essiccato.

Colori ad olio – Non cambiano l’intensità dell’asciugatura: gli strati di colore asciutti saranno esattamente gli stessi di quando li metti sulla tela (potrebbero esserci cambiamenti evidenti solo nei casi in cui il supporto è troppo assorbente e assorbe l’olio dal colore e dallo strato assume un aspetto opaco). Tuttavia, gli strati di pittura ad olio possono ingiallire nel tempo e questo può danneggiare l’aspetto del dipinto ma può anche dargli una patina fine e calda come si vede nei dipinti dei vecchi maestri.

Transizioni sottili o linee chiare?

I colori acrilici sono un’ottima scelta se il tuo obiettivo sono superfici chiare, linee continue e composizioni dal design grafico. Coprirai facilmente e rapidamente gli errori, dipingerai a strati e dipingerai con spessi strati di colore. D’altra parte, non sarà così facile mescolarli e sfumarli direttamente sulla tela per ottenere transizioni morbide e fini tra le sfumature. Soprattutto se si lavora su grandi formati dove accadrà che mentre si dipinge da un lato, la tela dipinta dall’altra parte sarà già asciutta. Ritardanti di asciugatura, gel e macchie possono essere d’aiuto quando si desidera prolungare la loro asciugatura.

I colori ad olio sono colori con i quali è possibile ottenere sottili transizioni unendoli direttamente sulla tela. Ciò consentirà loro di asciugarsi lentamente – possono rimanere freschi per settimane e ti permetteranno di dipingere usando la tecnica “bagnato su bagnato” senza fretta. Quando applichi un nuovo colore su quello che è già sulla tela, con pochi tratti di un pennello più morbido, ammorbidirai semplicemente la transizione tra di loro. Tuttavia, quando vuoi tracciare una linea chiara e decisa su un colore ancora fresco, avrai un problema: disegnerai il colore dalla tela con un pennello e si mescolerà con il nuovo colore e creerà toni sporchi. L’opzione è aspettare 1-2 giorni affinché il colore si asciughi.

Come si comportano nelle macchie e come nei depositi pastosi?

Colori acrilici – Dipingere in strati più spessi e pastosi sarà molto più veloce, più facile e più sicuro se usi colori acrilici. Puoi sovrapporre uno strato all’altro, si asciugheranno senza problemi. E indipendentemente dal fatto che gli strati siano sottili o una montagna di colore, il colore acrilicoa non si crepa nel tempo grazie all’elasticità che ha questo materiale (si crepa solo a temperature estremamente basse).

I colori ad olio sono fantastici se hai tempo per dipingere. Dipingi con colori a olio spessi, lascia asciugare per alcuni giorni, quindi aggiungi macchie sottili sugli strati asciutti di colore spesso: gli effetti magici usati dai maestri della pittura a olio per irradiare la luce dai loro dipinti. È possibile velocizzare l’essiccazione aggiungendo essiccatori (supporti appositamente realizzati che accelerano l’essiccazione fino al 50%, ma con i quali bisogna fare attenzione a non provocare screpolature del colore o scurire le tonalità chiare).

Nocività dei colori

I colori acrilici sono una buona alternativa ai colori ad olio se lo spazio in cui crei è piccolo, se lavori in uno spazio non isolato dalla parte in cui vivi, o se è uno spazio che non può essere ventilato. Non ci sono fumi tossici o odori forti, e oltre a tele, pennelli e colori, ti servirà solo acqua.

I colori ad olio richiedono la trementina per lavare e diluire i pennelli, e sappiamo che i suoi fumi sono dannosi se non si seguono determinate regole durante l’utilizzo. Tuttavia, non così dannoso da poter essere un motivo per rinunciare ai colori ad olio. Leggi di più nel nostro testo Mito o verità: quanto sono tossici i colori ad olio.

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Come calcolare il valore di un quadro

Sicuramente durante il corso della tua vita ti sarai chiesto come si fa a stimare il valore di un oggetto, in particolare di un quadro, operazione che per sua natura è piuttosto complessa per i profani. Quante volte sei rimasto affascinato da un bel quadro di un qualche famoso artista? Quante volte hai pensato di voler acquistare un quadro d’autore per arredare la tua casa, ma hai sempre abbandonato l’idea perché non ne conoscevi il costo, ma sopratutto le sue potenzialità sul mercato? Devi sapere che il valore di un quadro è un numero facilmente calcolabile, anche se bisogna tener conto di alcune variabili. Ecco, dunque, come calcolare il valore di un quadro.

Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte

Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte? Come si stabilisce il prezzo di un’opera? Quali accordi vengono fatti tra artisti e galleristi? Perchè due opere dello stesso artista hanno prezzi così differenti?

Per chi vive nel mondo dell’arte la definizione del prezzo di un’opera è una cosa ovvia.

Non che sia semplice ma fa parte della vita quotidiana di artisti, galleristi e collezionisti. È come per un medico visitare un paziente o un per un atleta allenarsi prima di una gara.

Per chi invece è appassionato d’arte ma non ha mai avuto l’occasione di lavorare in una galleria o in uno studio d’artista il tema del prezzo dell’opera è uno degli argomenti più curiosi. Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte sul mercato, quindi?

I record d’asta internazionali

Che esista da parte di tutti noi questa curiosità sul prezzo dell’arte più che su altri oggetti non mi stupisce. Tutto questo è dovuto probabilmente al fatto che si parla di prezzo delle opere sui giornali solo in autunno e in primavera quando le opere vengono battute a cifre stratosferiche generando record e quindi uno stupore collettivo.

Ultima fra tutte il Salvator Mundi di Leonardo da poco battuto all’asta da Christie’s per 450 milioni di dollari e che alcune fonti sostengono sia stato acquistato da un misterioso principe saudita che lo darà in prestito al Louvre di Abu Dhabi.

Queste notizie generano nel nostro immaginario l’idea di un mondo per soli grandi collezionisti come Leonardo Di Caprio, ma questo rappresenta solo una minima parte del collezionismo internazionale. Capiamo insieme come funziona il mercato e come si calcola il prezzo di un’opera d’arte nelle fiere e nelle aste non da record.

Le logiche del mercato dell’arte

In altri post vi ho parlato di arte come investimento. E nel momento in cui le opere d’arte entrano a far parte di un mercato devono seguire naturalmente le logiche di mercato.

Un mercato, quello dell’arte in cui vi sono numerosi attori. Non solo gli artisti ma le gallerie, i musei, gli archivi, le case d’asta e le case editrici ma soprattutto i collezionisti.  

La premessa che deve essere fatta è prezzo non equivale a valore. Numerosi sono gli studi che sul mercato dell’arte contemporanea sono stati fatti. Tre sono i criteri alla base del valore dell’opera secondo gli stessi protagonisti del sistema dell’arte. La qualità del lavoro, la reputazione dell’artista e il prezzo. Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte in pratica?

Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte. La formula matematica e il coefficiente

La formula matematica che viene applicata per lo più per dipinti, fotografie  e talvolta sculture è la somma della base e dell’altezza dell’opera per il coefficiente attribuito all’artista, il tutto moltiplicato per 10, ma con alcune variazioni in base al medium.

((base + altezza) * coefficiente ) * 10)

La variabile più forte è giustamente il coefficiente che consiste in un numero che viene attribuito all’artista e deciso secondo gli accordi con il proprio gallerista.

Per stabilirlo ci si basa sul curriculum dell’artista:

  • partecipazione a mostre collettive o personali
  • premi vinti
  • pubblicazioni o acquisizione da parte di musei

Il parametro più corretto per la valutazione del coefficiente sarebbe la richiesta delle opere di un certo artista sul mercato. La richiesta attraverso, ovviamente, la valutazione del rapporto domanda/offerta sia in galleria che in asta. Non sempre è così e in ogni caso anche questa valutazione potrebbe essere non sempre direttamente proporzionale.

Il coefficiente nel tempo

Il coefficiente cambia nel tempo. Un giovane artista quando viene venduto in galleria parte sempre da un coefficiente 1 nel calcolo del prezzo al pubblico. Ma viene acquistato naturalmente ad un prezzo inferiore dal suo gallerista che deve intervenire con la promozione e l’esposizione dell’opera.

Il coefficiente sale quando i prezzi cominciano ad essere confermati e quindi le persone sono disposte già a pagare quella cifra per acquistare un quadro e nel frattempo l’artista emergente comincia a costruire un proprio curriculum partecipando a mostre o esponendo in galleria o alle fiere.

Ovviamente con il passare del tempo se l’interesse per il lavoro dell’artista viene confermato e le gallerie che espongono le sue opere promuovono al meglio il lavoro il coefficiente può salire sempre di più o nel peggiore dei casi rimanere fermo ma molto raramente diminuire. Proprio per questo l’investimento in arte è da considerare uno dei più sicuri.

Medium diverso = prezzo diverso

Talvolta accade però che il coefficiente di un artista vari in base all’opera. Quando aumenta, infatti, la richiesta per una certa tipologia di opere il cui medium è più apprezzato dal pubblico il coefficiente e quindi il prezzo di quella specifica tipologia può variare rispetto allo standard. Questo accade solitamente nei periodi considerati di picco dell’attività o di maggiore maturità.

Il coefficiente può variare però anche in base al medium, per cui per decenni un lavoro su tela o un acrilico sono stati considerati di maggior valore rispetto ad un’opera su carta. Questa visione è cambiata grazie al passaggio negli anni ‘60 di molti artisti alla carta come medium principale di diverse delle proprie opere pensiamo in Italia ad Alighiero Boetti o Giulio Paolini.

Opere su carta. Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte

Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte su carta? Quando la carta non è il medium principale dell’artista si usa una seconda formula matematica che viene applicata e consiste nello scontare del 40% il prezzo rispetto a una sua opera delle stesse dimensioni su tela.

In questo caso quindi la formula sarà: (((base + altezza) * coefficiente ) * 10) – 40%

Però bisogna fare una distinzione tra opere uniche su carta alle quali si applica appunto formula scontata e opere su carta multiple come il caso di litografie o serigrafie.

Multipli. Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte

come si calcola il prezzo di un’opera d’arte se è un multiplo? Il prezzo dei multipli, infatti, varia molto rispetto al prezzo di un’opera unica e questo può dipendere dalla tiratura quindi dal numero di esemplari che di quell’opera sono stati realizzati ma anche dal numero preciso dell’esemplare.

Si è diffusa sempre di più l’idea che le prove d’artista che vengono realizzate prima della tiratura ufficiale e definitiva valgano di più. Come valgono talvolta di più anche i primi numeri di una tiratura quindi, per fare un esempio pratico, un esemplare 2 su 100 varrà più di un esemplare 52 su 100 della stessa opera pur essendo stato realizzato nello stesso momento.

Ovviamente anche per i multipli vi sono delle differenze legate al medium. Storicamente un’opera su carta multipla vale meno di un multiplo in scultura.

In questi casi a determinare il prezzo oltre ad un accordo iniziale tra gallerista e artista sicuramente la domanda farà differenza. Bisogna sempre considerare che solitamente i lavori multipli ricoprono un ruolo secondario nella produzione dell’artista e quindi è naturale che siano legati a delle dinamiche di un proprio specifico mercato.

Scultura e fotografia. Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte

Come si calcola il prezzo di un’opera d’arte fotografia o scultura che sia? Fotografia e scultura si inseriscono nelle dinamiche del mercato dell’opera unica e quindi della definizione del prezzo così come l’abbiamo vista, ma ognuno con delle sue regole specifiche.

Per convenzione una scultura è considerata opera unica se è stata realizzata in un numero massimo di 9 esemplari per cui ogni esemplare viene considerato opera unica. Diviene multiplo quando questo numero viene superato.

Per la fotografia vale lo stesso criterio e sono di maggior pregio le stampe realizzate direttamente dall’artista e nelle numerazioni più basse. Quindi la rarità diviene la variabile più importante.

Altri fattori da considerare. Artisti storicizzati

Ci sono altri fattori da considerare quando si cerca di capire come si calcola il prezzo di un’opera d’arte. Queste sono, infatti, le norme di uso comune nel mercato dell’arte per opere di artisti emergenti e sono da applicare anche ad opere di artisti storicizzati ma con qualche eccezione nella valutazione del coefficiente che sale notevolmente grazie a fortunati passaggi in asta che ne fanno salire la richiesta e quindi il valore sul mercato.

Quelle che abbiamo visto insieme sono solo delle linee guida utili per stabilire una base per la definizione del prezzo dell’opera. Queste però sono costantemente influenzate da altri fattori:

  • l’essere in vita
  • la presenza di un’autentica o di un certificato di archiviazione attendibile ma questo è un grande capitolo e ve ne parlerò in un video dedicato
  • la pubblicazione sul catalogo generale o ragionato dell’artista di cui parleremo anche
  • la presenza sul mercato di falsi accertati

Il sistema dell’arte è per me estremamente affascinante e spero che questo post e il video che trovi su Youtube insieme ai prossimi possa fare appassionare anche te all’argomento.





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Case d’Aste in Italia

Tra quadri e statue, oggetti unici e artistici, antichi e moderni, la guida alle Case d’Aste in Italia, luoghi d’arte e cultura per appassionati e professionisti.

Case d’aste, un fenomeno in crescita in Italia.

Arte e non solo per gli acquirenti che, fiutato l’affare, partecipano alle più importanti aste per aggiudicarsi l’oggetto dei propri desideri. 

Roma, Milano e Firenze sono le città che ospitano il maggior numero di case d’aste in Italia.

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Le nostre Aste



Artemodernaaste.com

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Tel.: 030 37 52 682 – Fax.: 030 42701 – Cell. 3385689569

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INFORMAZIONI IMPORTANTI PER ACQUIRENTI

BASE D’ASTA
In tutti i nostri cataloghi, sotto le schede dell’Opera presentata, è riportato il prezzo di Base d’Asta che corrisponde alla riserva di vendita e alla cifra di partenza della gara.
La Base d’asta resta comunque condizionata dalle offerte pervenute durante i giorni di esposizione, nel caso di offerte giunte prima della vendita dei Lotti, si partirà dall’ultima offerta massima pervenuta.

COMMISSIONE D’ACQUISTO
Il direttore della vendita può accettare commissioni d’acquisto dei lotti posti in gara d’asta, a prezzi determinanti su preciso mandato.

AGEVOLAZIONI DI PAGAMENTO
Al fine di rendere più accessibile l’acquisto in asta, ai collezionisti e ai commercianti, è possibile praticare una forma rateale di pagamento che dovrà essere preventivamente concordata, al più tardi tre giorni prima della vendita.

PER LA LETTURA DEI CATALOGHI
Le misure vanno intese in quest’ordine: altezza, larghezza e profondità.
Sotto la voce “Provenienza” sono elencati i timbri e le etichette delle Gallerie e delle Collezioni, applicati sul retro dei dipinti.


CONDIZIONI DI VENDITA

1. Le vendite si fanno al maggior offerente e a pronti contanti.

2. L’asta sarà preceduta da una esposizione degli oggetti, durante la quale il direttore della vendita sarà a disposizione per ogni chiarimento.
Lo scopo dell’esposizione è di poter far esaminare la qualità degli oggetti e di accertarne errori o inesattezze nella compilazione del catalogo. Contestazioni a riguardo non sono più ammesse dopo l’aggiudicazione.

3. Le opere poste in vendita sono autentiche ed esattamente attribuite.Ogni contestazione al riguardo, da decidersi fra un consulente di Artemodernaaste.com ed un esperto designato dal cliente, potrà essere validamente proposta non oltre 8 giorni dall’aggiudicazione.

4. Un eventuale reclamo riconosciuto valido porta al semplice rimborso della somma esattamente pagata, esclusa ogni altra pretesa. Decorso il termine di cui all’art. 3, Artemodernaaste.com declina da ogni responsabilità.

5. Artemodernaaste.com agisce in qualità di mandataria di coloro che le conferiscono l’incarico di vendere gli oggetti offerti in asta, pertanto è tenuta a rispettare i limiti di riserva imposti dai mandanti, anche se non noti ai partecipanti dell’asta. Per tutto quanto non indicato alle presenti condizioni si rinvia alle disposizioni di legge in materia di mandato. In ogni caso, Artemodernaaste.com non si farà carico di obblighi diversi da quelli discendenti dal mandato.

6. Il direttore della vendita può accettare commissioni d’acquisto sulle opere a prezzi determinati su preciso mandato.

7. La cifra di aggiudicazione è costituita dal prezzo di vendita oltre l’I.V.A. prevista dall’art. 74 comma 8 D.P.R. 633/72, così come modificato dall’art. 11, 4° comma, Lett. C), Legge 413/91.

8. Alla cifra di aggiudicazione è da aggiungere il 22% IVA INCLUSA, come diritto d’asta.

9. Le opere sono aggiudicate dal direttore della vendita. In caso di contestazione sull’aggiudicazione del lotto, è facoltà del banditore riprendere l’incanto sulla base dell’ultima offerta valida precedentemente fatta.

10. L’acquirente deve versare un acconto all’atto dell’aggiudicazione e completare il pagamento entro le ore 12.00 del giorno successivo.

11. Gli oggetti venduti dovranno essere ritirati entro le 48 ore successive alla vendita. In caso di inadempienza, il proprietario ha la facoltà di recedere trattenendo la caparra e gli oggetti.

12. Il trasporto degli oggetti venduti sarà fatto a cura e a spese dell’acquirente.

13. Durante la gara, il direttore della vendita ha la facoltà di abbinare o separare i lotti ed, eventualmente, di variare l’ordine di vendita.

14. Il mandante può autorizzare Artemodernaaste.com ad eseguire ogni tipo di ricerca, test o controllo che possa essere ritenuto necessario alla verifica dell’autenticità delle opere, addebitando al mandante le relative spese sostenute, preventivamente quantificate ed approvate.

15. Qualora il mandato abbia ad oggetto beni culturali ai sensi del D. Lgs n .42 del 22/01/04 e, pertanto, soggetti all’esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato e degli enti ivi menzionati, Artemodernaaste.com procurerà la cessione dei beni dichiarati sia in asta che a trattativa privata, secondo le condizioni ritenute più opportune alla luce delle limitazioni imposte dalle leggi vigenti. In caso d’ aggiudicazione Artemodernaaste.com denuncerà alle autorità competenti l’avvenuta vendita trattenendo in deposito i beni per 60 giorni dalla data di ricezione della denuncia da parte delle autorità. Laddove le autorità competenti esercitassero il diritto di prelazione, Artemodernaaste.com restituirà al compratore il prezzo di aggiudicazione inclusi i diritti d’asta.

16. Per gli oggetti sottoposti alla Notifica dello Stato, ai sensi degli artt. 2, 3 e 5, Legge 1/06/1939 n. 1089, gli acquirenti sono tenuti all’osservanza di tutte le disposizioni legislative vigenti in materia.

17. Il presente regolamento viene accettato automaticamente da quanti concorrono alla vendita dell’asta.

COMUNICAZIONE IMPORTANTE PER I POTENZIALI ACQUIRENTI A MODIFICA DELLE CONDIZIONI GENERALI DI VENDITA DISCIPLINANTI LE ASTE DI Artemodernaaste.com, DALLA DATA DEL 09/04/06

Si informano i potenziali acquirenti che dal 9 aprile 2006 è entrato in vigore il D. Lgs. 13/02/06 n. 118, che, in attuazione della Direttiva 2001/84/CE, ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano (cancellare parola “comunitario”) il diritto degli autori di opere delle arti figurative (come i quadri, i collages, i dipinti, i disegni, le incisioni, le stampe, le litografie, le sculture, gli arazzi, le ceramiche, le opere in vetro, le fotografie) e di manoscritti ad un compenso sul prezzo di ogni vendita dell’ originale successiva alla prima (c. d. “diritto di seguito”).

Per vendita successiva si intende quella comunque effettuata che comporta l’ intervento, in qualità di venditori , acquirenti o intermediari, di soggetti che operano professionalmente nel mercato dell’ arte, come le case d’ asta, le gallerie d’ arte e, in generale, qualsiasi commerciante di opere d’ arte.

Il “diritto di seguito” è dovuto solo se il prezzo di aggiudicazione non è inferiore a 3.000,00 euro.

Esso è cosi determinato:

a) 4% per la parte del prezzo di aggiudicazione compresa tra 3.000,00 €uro e 50.000,00 €uro;
b) 3% per la parte del prezzo di aggiudicazione compresa tra 50.000,01 €uro e 200.000,00 ;
c) 1% per la parte del prezzo di aggiudicazione compresa tra 200.000,01 €uro e 350.000,00 €uro;
d) 0,5% per la parte del prezzo di aggiudicazione compresa tra 350.000,01 €uro e 500.000,00 €uro;
e) 0,25 % per la parte del prezzo di aggiudicazione superiore a 500.000,00 €uro.

L’ importo totale del “diritto di seguito” non può essere comunque superiore a 12.500,00 €uro.

Il “diritto di seguito” dura per tutta la vita dell’ autore e per settant’ anni dopo la sua morte.

Artemodernaaste.com , in quanto la casa d’ aste, è tenuta richiedere il pagamento del “diritto di seguito”, se
dovuto, e versarne il relativo importo alla Società Italiana degli Autori e Editori (SIAE) .
Conseguentemente tra le “spese” che l’ Acquirente è tenuto corrispondere a Artemodernaaste.com , a norma dell’ art. 1, lett. C ) delle Condizioni Generali di Vendita, disciplinanti le aste organizzate da Artemodernaaste.com e stampate a tergo dei cataloghi relativi a ciascuna asta, a far data dal 9 aprile 2006, è ricompresso, se dovuto, anche il compenso spettante all’ autore, nella percentuale prevista dalla legge, a titolo di “diritto di seguito “.

L’ art. 1, lett. C ) delle Condizioni generali di Vendita è, infatti, a far data dal 9 aprile 2006, cosi modificato: “spese” in relazione all’ acquisto di un lotto, sono tutte le spese dovute dall’ “Acquirente” a Artemodernaaste.com e comprendono (ma non si limitano) alle imposte, di qualsiasi tipo, al compenso dovuto agli autori ai sensi della Sezione VI, capo II, Titolo III della Legge 22 aprile 1941, nr. 633 ( c.d. “diritto di seguito” ), ai costi di spedizione , alle spese di recupero delle somme dovute a un ” acquirente inadempiente”.

Per ogni eventuale controversia è stabilita la competenza del Foro di Milano

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Artemodernaaste.com
Viale Venezia 90 25123  Brescia (Bs)
Tel. 030 3752682 – Fax 030 42701
Sito Internet: Artemodernaaste.com
E-mail: info@artemodernaaste.com


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